Test e Recensioni

Losmandy GM-8 powered by Avalon Instruments

 UNA  SECONDA VITA PER UN’ANZIANA YANKEE!

Ho posseduto questa celebre montatura equatoriale americana alcuni anni fa,  comprata nel mercato dell’usato  per una modica somma considerato anche il fatto che l’elettronica originale di base (nome in codice 492) è molto scarna ed essenziale, non permette puntamenti  veloci  e non è dotata di un sistema GOTO, una comodità che negli ultimi anni è divenuto un “must” per una montatura anche se con l’ausilio di un PC o di un tablet possiamo 
pilotare il sistema in “override” all’elettronica principale e con l’uso di un software planetario assolvere questa funzione.

Quest’ultima  però è resa quasi inutilizzabile dal sistema  che equipaggia le montature  Losmandy di “base” (il sistema elettronico  avanzato denominato Gemini costa quanto se non più della montatura stessa, intorno ai 2.000,00 euro,  una follia!) in quanto la massima velocità di spostamento è di soli 16x (32x per la sorella maggiore G11) quindi per fare un vero GOTO ci si impiega molto di più che a farlo a mano!

Per l’utilizzo visuale e fotografico planetario diciamo che ci si può accontentare, il sistema di frizioni Losmandy (odiato da molti e amato da altri) permette di muovere il telescopio a “mano” di puntarlo nei pressi del soggetto desiderato e tramite l’ausilio di un cercatore, centrarlo con il tastierino elettronico.

Al contrario l’autoguida, sistema tramite il quale si può eseguire fotografia astronomica a lunga posa, può essere eseguita solamente tramite l’utilizzo di un’interfaccia opzionale (ad es. lo shoestring GPUSB) ma non permette di aggiustare di fino i parametri di velocità di correzione, consentendo fotografia a lunga posa con focali modeste. Infatti al tempo cambiai il sistema elettronico quasi subito, trovando un kit Microgiga DA1 nell’usato.

Per chi possiede una di queste montature le alternative nel mercato non sono molte: il sistema originale Gemini costa troppo (circa 2.000e) e a detta di molti non è facile da comprendere e da usare; un FS2 completo di motori (circa 1.500e) un sistema abbastanza completo e configurabile ma un progetto obsoleto e con limitazioni; oppure il nuovo sistema StarGo di Avalon Instruments .

Dopo vari passaggi di “mano” (l’attrezzatura di un astrofilo gira più velocemente dell’universo stesso, a volte!) l’ho ritrovata casualmente nell’officina dell’amico Luciano Dal Sasso (Mr Avalon per chi non lo conoscesse) completamente rinnovata e in gran forma,  impreziosita dal nuovo sistema elettronico Avalon StarGo e dall’innovativo Tripod T-90 di casa Avalon. Una vera “chicca”!

A livello estetico non c’è dubbio sulla riuscita del restyling, il rosso Avalon del tripod si coniuga benissimo con l’alluminio nero della Losmandy ma questo possiamo dire che è l’ultimo dei dettagli considerando le innumerevoli potenzialità dello StarGo ( arriva a gestire una montatura e un dolly contemporaneamente, oltre a focheggiatore elettronico, reflex e altro…) e la leggerezza del T90 che rendono l’intero setup davvero trasportabile e funzionale per l’osservazione  con strumenti nell’ordine dei 12Kg in visuale e in fotografia planetaria e circa 8kg in astrofotografia deep a lunga posa.

Preso dalla curiosità, e anche un po’ dalla nostalgia considerato che la GM8 è stata fra le prime montature con cui ho provato a fare astrofoto, ho chiesto a Luciano di provarla per giocarci un po’ dal giardino di casa e testarne la riuscita dell’upgrade a livello funzionale, conoscendo bene i problemi cronici e i limiti di queste montature equatoriali .

Luciano accetta, disponibile come sempre, ma mi ricorda i “soliti” problemi di accoppiamento VSF-corona che questo modello presenta dopo tanti anni di attività e uso, ha un considerevole gioco in AR anche se la DEC sembra essere incredibilmente perfetta, quindi ci sarà da lavorarci su per arrivare alle sue massime potenzialità, specialmente per l’uso in astrofotografia a lunga posa con autoguida.

Detto fatto, dopo pochi minuti carico il tutto nella mia fidata  smart e nel viaggio di ritorno la mente già rimugina sui possibili interventi meccanici da dover eseguire: trovare il giusto setting per l’accoppiamento vsf-corona di una classica montatura equatoriale è un incubo che (forse) si risolve in più notti con pazienza e perizia a dir poco certosina e spesso cambia con la stagione rendendo vano il duro lavoro precedentemente fatto.

Un aiuto per queste blasonate americane arriva dalla ditta francese Ovision che ha realizzato un sistema retrofit di VSF di precisione con alloggiamento in blocco unico  che elimina il 90% dei problemi e riduce quasi alla metà l’errore periodico standard, aggiungendo però quello non indifferente del costo, intorno ai 500euro per asse!

In fase di allestimento del setup il primo impatto positivo è con la semplicità di montaggio e la leggerezza del sistema conferita dal nuovo T90: ora mettere in bolla necessita di pochi movimenti con una fluidità ed un’ ergonomia disarmante , i ricordi  del vecchio e ingombrante tripod originale al quale si bloccavano le viti di “stretta” delle zampe estraibili e bisognava intervenire con le brugole  o il montaggio della testa equatoriale sul tripod da effettuarsi con 3 grossi bulloni a brugola posti a 120°, ormai sono lontani e l’operazione fila via liscia in due minuti prendendosela comoda. Prima non bastavano nemmeno per mettere  in bolla o per ritrovare le chiavi a brugola perse nei meandri delle valigette da campo!

Preparata la montatura decido di usare un piccolo rifrattore, il glorioso Vixen 70FL in configurazione astrofotografica con il riduttore che lo porta  f/5.6 e quasi 400mm di focale, usando la mia fida Canon 60D CDS con l’intenzione di fare osservazioni  sfruttando scatti relativamente brevi  per intravedere i soggetti di stagione (principalmente galassie e globulari) anche con un misero 70ino sotto il cielo mediamente inquinato della Sabina.

Poi la configurazione e l’installazione dello StarGo, una procedura  di  5 minuti e pochi click ed è tutto pronto anche per chi come me è poco abituato all’uso del pc per astrofotografia con reflex itinerante. A corredo del software StarGo (n.b. sistema realizzato e prodotto interamente in Italia!) c’è una copiosa documentazione sia in italiano che in inglese, con procedure passo passo per ogni funzione e con tutti i dettagli necessari per approfondire le svariate “features” di questo potente sistema, che io da buon pigro ho scientificamente saltato per l’uso che ne dovrò fare!

Come software di complemento ho intenzione di usare il famoso planetario “Cartes du Ciel”  gratuito e adatto alla gestione del telescopio tramite il driver Ascom dello StarGo, e il comodissimo Astrotortilla il software di “plate solving” che avevo già installato e configurato precedentemente. Anche questo si interfaccia benissimo con lo StarGo tramite i driver Ascom e permette un puntamento preciso e infallibile tramite il riscontro dei campi stellari, oltre a fornire una routine particolare e di grande utilità per l’affinamento dell’allineamento al polo della montatura,  10/15 minuti ben spesi se la montatura non è di elevata qualità e si vogliono ottenere buoni risultati in astrofotografia del profondo cielo.

A crepuscolo inoltrato vado alla postazione per eseguire un allineamento polare con il cannocchiale a corredo: sfruttando il software polar-align e conoscendo la posizione attuale della stella polare l’operazione necessita di pochi step per uno stazionamento grossolano da affinare con Astrotortilla in seguito.

E dopo cena si aprono le danze.

Acceso il pc e tutta la strumentazione avvio la procedura di allineamento ad una stella e nonostante la GM8 non abbia le “tacche” di riferimento per la posizione di “Park“, Arturo viene quasi centrato dal sistema, in maniera veloce ed efficace!

Avvio Astrotortilla e lo collego virtualmente all’Avalon StarGo per far eseguire in automatico un allineamento al polo di precisione tipo “bigourdan”: dopo 2 iterazioni da 3 minuti l’una per ogni asse, questo è il risultato

Inizio a puntare qualche soggetto di stagione, facendo pose ad alti ISO e tempi brevi senza autoguida, puntando tramite il planetario Cartes du Ciel che comanda l’Avalon StarGo, ottenendo puntamenti precisi nell’ordine dei 30’  navigando da una parte all’altra del cielo, ma qui si evidenzia la scarsa precisione del sistema meccanico, l’asse di AR ha un backlash molto pronunciato e inficia la precisione del puntamento.

La serata scorre tranquilla, faccio qualche scatto ai soggetti più conosciuti anche se non sono proprio target da rifrattorino, ottenendo comunque piacevoli “osservazioni” per una serata casalinga di test, di seguito potete vedere qualche esempio con tempi a salire da 1 secondo fino a 10 minuti con autoguida.

M44 10” iso 12800 senza autoguida

M3 30” iso 3200 senza autoguida

 

M51 30” iso 12800 senza autoguida

     

M101 120” iso 6400 senza autoguida

E per finire posa singola di M101 da 600” iso 800 con autoguida (CROP)

I galileiani e le stelle, 1” iso 12800

Risultati del tutto incoraggianti per lo stato d’uso di questa anziana yankee: per avere il massimo bisognerà intervenire con pazienza sulle regolazioni degli accoppiamenti, ma il nuovo sistema Avalon StarGo risulta davvero efficiente e preciso, nonché facilissimo da usare, oltre a dare la possibilità di pilotare la montatura senza fili  tramite l’ausilio di un tablet o di un telefonino con un planetario tipo SkySafari escludendo l’uso del pc sul campo e alleggerendo ulteriormente il setup per gli spostamenti.

Completando il tutto con una guida stand-alone (tipo la Lacerta MGen) e una memoria per reflex tipo Eye-Fi che invia le foto scattate dalla reflex direttamente sul tablet (anche questa senza fili ovviamente!) non si rimpiange l’uso del pc anche per l’astrofotografia, rimanendo leggeri come carico anche pensando alle scorte di corrente necessarie,  e riducendo i tempi di allestimento e spostamento del setup in trasferta.

Complimenti a Luciano e al Team Avalon, una soluzione davvero intelligente e al passo con il progresso elettronico che può davvero far rinascere questi tipi di montature  con una spesa che ha un rapporto qualità/prezzo/prestazioni inarrivabile per le alternative che il mercato internazionale offre, con una  garanzia e un’assistenza ai massimi livelli.

Per informazioni visitate il sito Avalon Instruments http://www.avalon-instruments.com